La spesa del telefono

 

Digital Broker riflessioni sul canone telefonico

Se prendete in affitto una casa e poi non l’abitate dovrete comunque pagare il canone di affitto. Se, invece, abiterete in quell’edificio, oltre all’affitto, dovrete pagare l’uso delle utenze (luce, gas, acqua, manutenzioni ordinarie, ecc.).

Così può essere vista la situazione della telefonia fissa. Se si vuole una connessione via cavo è necessario pagare il canone di “affitto” del cavo e della porzione di centrale che si occupa con la propria numerazione; se si userà il telefono sarà necessario pagare anche il costo delle telefonate che rappresenta il costo d’uso della linea.

Chi è il soggetto che porta il cavo nelle abitazioni o nell’aziende attraverso il quale poter effettuare le telefonate da telefono fisso e le connessioni internet? Chi fa le manutenzioni sulla rete di collegamenti? A parte qualche eccezione, la stragrande maggioranza del traffico telefonico e traffico dati su rete fissa viaggia attraverso Telecom Italia perché non c’è una autentica alternativa. E’ lei la titolare, pressoché esclusiva, “dell’ultimo miglio”, ovvero dell’ultimo tratto di connessione e “la rete in rame” che interconnette le utenze è in gran parte sua. Alcuni operatori hanno fatto investimenti parziali, ma non sono riusciti a collegare l’intero Paese.

La Telecom per tale servizio esige un canone “d’affitto” e non fa eccezioni. Se l’utilizzatore è un cliente Telecom essa fa pagare direttamente il canone sulla bolletta; se è un cliente di un altro operatore si fa pagare il canone d’uso da quest’altro operatore. Telecom Italia, comunque, incassa per mettere a disposizione la sua rete di cavi e centraline.

Nella “cultura” italiana c’è una forte avversione al pagamento del canone. Senza entrare nel merito dei servizi forniti, c’è resistenza a pagare il canone Rai, a pagare il canone Telecom e tutti i similari (bollo auto nella sua concezione originale, ecc). Per questo, gli operatori telefonici alternativi a Telecom Italia spesso impostano la loro offerta commerciale dicendo che “…non paghi più il canone Telecom” pur sapendo che saranno loro a pagare un costo di utilizzo della rete Telecom Italia e quindi, essi non essendo una onlus, riverseranno il relativo costo sul servizio fornito. Insomma, per dritto o per rovescio quel “canone” si paga, anche se a volte sembra, illusoriamente, di aver trovato il modo di evitarlo.  Può essere considerato elevato, poco differenziato secondo l’uso della linea, ma è il prezzo di affitto della rete dei cavi e non si scappa.

Digital Broker semplicità e chiarezza dei servizi

Per questo Digital Broker, in maniera trasparente, ha scelto semplicemente di disgiungere il costo del canone dal costo delle telefonate: il primo va direttamente a Telecom Italia, il secondo viene brokerato per pagare il meno possibile, senza equivoci.

Ad ognuna delle telefonate fatte viene applicata la tariffa minore fra le tante differenti che avrebbero fatto pagare, per quella stessa telefonata, i diversi operatori attivi sul mercato. Ed in questo modo il risparmio è assicurato.

La voglia di eludere il canone ha portato diversi utenti a sostituire il telefono fisso con una scheda ricaricabile di telefonia mobile. Il ragionamento che hanno fatto è: se uso poco il telefono fisso perché non aprire una connessione mobile sulla quale ricevo in modo di gran lunga prevalente, rinunciando con ciò al telefono fisso?

Da questa scelta il mercato guadagna molto più che da quella di utilizzare la rete fissa: chi detiene la scheda ricaricabile e non chiama mai o quasi, personalmente spende l’importo di una ricarica annuale prepagata ( 5 – 10 Euro), tuttavia, il costo delle telefonate non è “diminuito”: si è semplicemente spostato su chi chiama, che sarà costretto a pagare una tariffa molto più costosa. La conclusione? La scelta di restare con il solo cellulare, pur legittima, rappresenta una vero e proprio trasferimento di costo a danno dei propri interlocutori. I gestori di telefonia mobile, inoltre, considerano che una volta in possesso di cellulare, anche l’utente più parsimonioso si farà tentare dalla voglia di effettuare qualche sua telefonata e di conseguenza diverrà “preda” di profili tariffari fumosi sui quali essi potranno abbondantemente lucrare.

I grandi gruppi della telefonia si avvantaggiano in maniera considerevole dalla tendenza a trascurare l’efficacia e l’economicità della telefonia fissa e a tal fine forniscono al cliente medio un “sovraccarico” emozionale solo rivolto alla telefonia mobile, in modo che questi non abbia chiare le effettive spese e le concrete differenze tra le offerte dell’uno e dell’altro. Basta guardare la pubblicità, specie televisiva nella quale, infatti, tutti gli operatori utilizzano dei personaggi dello spettacolo che interpretano delle scene nelle quali il prodotto (telefonia) è solo un “accessorio” secondario della comunicazione. Pensate: Aldo, Giovanni e Giacomo che sono in una lavanderia/stireria e combinano le loro gags, solo per dire “all inclusive” e poi viene mostrato il logo dell’azienda telefonica ed una fugace descrizione di una possibile condizione contrattuale.

Anche per la telefonia mobile Digital Broker porta avanti la sua azione di calmierazione e di chiarezza: nella ridondanza di offerta che occulta spesso trabocchetti e zone d’ombra c’è la possibilità di seguire un’altra strada, quella dell’utile strumento di semplificazione e risparmio rappresentata dal nostro brokeraggio. Nessun importo prepagato, nessun trasferimento di costo surrettizio sul chiamante, conteggio effettivo e non convenzionale dei secondi di conversazione e…applicazione del profilo tariffario più conveniente per l’insieme delle telefonate di un intero mese.

Nella jungla della telefonia uno spazio di semplicità e di chiarezza, con la certezza del risparmio. 

 

La spesa del telefonoultima modifica: 2012-03-27T13:22:00+00:00da digitalbroker